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Non ho mai avuto paura di morire. Lo so, sembra ridicolo vero? Smettere di esistere, come se per il mondo non ci fossi mai stato. Non dico di volere la morte, no di certo, ma non la temevo. Se un giorno me ne fossi andato all’improvviso, non me ne sarebbe importato. Avrei voluto solo che fosse veloce, indolore. Non avrei avuto nessuno per cui valere la pena rimanere, perché avrei detestato come famiglia, amici, sarebbero andati avanti con le loro vite, come se nulla fosse. Avrei sofferto del fatto che una qualsiasi persona che conoscevo avrebbe lasciato il mondo prima di me. Le persone, alla fine, sono come delle barche che navigano per un lungo e immenso fiume, e tu una zattera. Le barche sono veloci, forti, quando partono vedi solo un puntino nero all’orizzonte dopo poco. Invece la zattera … La zattera è lenta e, quando affonda, le altre barche sono troppo avanti per potersene accorgere. Quindi continuano, come se quella zattera non fosse mai esistita. Io, tu, ognuno di noi è almeno una volta zattera, lasciata sul letto del fiume ad affondare. E a lei non gliene importa, sa che tanto doveva succedere. Io volevo essere l’unica, di zattera. Poi sei arrivato tu; e da quel momento ho avuto paura di affondare. Paura di non essere più lì se mai avessi chiamato il mio nome, non più paura di essere quello che era lasciato, ma quello che lascia. Tu, tu sei salito sulla zattera e hai iniziato a navigare con me. Solo da allora ho iniziato a voler essere una nave.